Forza Italia!

Pubblicato: dicembre 20, 2010 in Human zoo

Ottimo pezzo di Carmelo Palma su Libertiamo.it. Se solo avesse una qualunque speranza di essere recepito dalla casta politica o dalla folla di gggiovani urlanti che chiedono come soluzione di inasprire la causa dei problemi, forse sarebbe anche un articolo utile. Ma invece eccoli tutti lá, sciarpette e bandiere alla meno, con la logica del noi-contro-loro, del derby prepotenti vs invidiosi. E il popolo italiano tutto incollato ai televisori, sputando veleni a destra e a manca come si conviene, mentre politici e sindacalisti eleggono le proprie poltrone. Possiamo chiederci che cosa abbiamo fatto per meritarci questo, ma sappiamo bene, ahinoi, che ce lo meritiamo.

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Ritorno al Futuro

Pubblicato: dicembre 14, 2010 in Liberalismo Fasullo, Metafisica, Oggettivismo

Vi ricordate quando Prodi, grazie alla sua risibile Unione che includeva tutto ed il suo contrario e grazie al programma elenco-telefonico, riuscí a pareggiare contro la Casa delle libertá, pur essendo in una situatzione di vantaggio iniziale incredibile? Ebbene, se ci pensate un attimo, Prodi si presentó all´epoca con un governo un pochino triste che si reggeva sui senatori a vita sperando che rimanessero tali per tutta la vita del governo, almeno… E Berlusconi denunciava all´epoca questa assurditá, sostenendo l´impossibilitá di governare con tali numeri. Oggi grazie a Futuro e Libertá la faccenda é totalmente rovesciata ed ora é il Berlusca che rischia di avere un paio di voti in piú su cui reggersi, eppure sembra che vada tutto bene, oggi. Incredibile vedere come in politica ogni concetto, ogni significato, sia puramente relativo e come le dinamiche alla base della democrazia simili a quelle di un derby calcistico. Ma in fondo, se si puó dire di essere liberisti, mentre si sostiene la necessitá di salvare Alitalia con i soldi pubblici, tutto é lecito.

Abolire i concorsi, ma…

Pubblicato: dicembre 9, 2010 in Liberalismo Fasullo

I concorsi italiani come accesso alle borse di studio per i dottorandi e altre figure affini sono nella media delle buffonate e le leggende metropolitane su concorsi banditi la mattina e chiusi la sera con un unico concorrente sono probabilmente la parodia di una terrificante veritá che si cela sul fondo. L´idea di abolire situazioni in cui numerosi candidati al dottorato con progetti completamente diversi rispondano a domande da terza prova di maturitá potrebbe essere assolutamente valida, specialmente alla luce del fatto che in tutto il resto del mondo civilizzato i dottorandi si prendono per valutazione dei titoli e conformitá al progetto del laboratorio. Il punto é che anche in questo caso, se non si pongono criteri di trasparenza e visibilitá che spiegano il motivo per cui un candidato ha vinto e gli altri no, si rischia che la situazione non cambi di una virgola e che i giochi vengano fatti all´oscuro di tutti, presentandosi poi all´indomani con la busta che contiene il nome del fortunato vincitore. E se in UK on in Germania l´assenza dei suddetti criteri puó comunque destare genuini sospetti, inutile dire che in Italia pendiamo piú verso il terreno delle certezze…. (nel senso che la sóla é matematica).

In Italia é sempre piú diffuso tra i lavori dipendenti l´odioso pregiudizio che gli autonomi siano fondamentalmente degli evasori e quindi dei mafiosi. Un´idea che deriva dal fatto che mentre lo stato mette direttamente le mani nella busta paga dei dipendenti, per i padroni si affida al faidaté, concetto facilmente aggirabile dunque. Inutile dire che questa disparitá nel trattamento é fonte di invidia sociale e porta il dipendente medio a gridare vendetta dai sedili di un autobus alle sedie di un bar: lo stato manganellatore deve prendere uno ad uno gli imprenditori e far versare loro ogni quattrino, ecco. Peccato che basti una semplice spolverata ad un blog medio di economia per rendersi conto che le cose non funzionano cosí e che spesso la tassazione finisce con il colpire un gruppo sociale che nulla ha a che vedere con quello oggetto dell´imposta. Cioé, venendo al sodo, se uno costringe gli imprenditori a pagare un maggior numero di tasse, questa mossa potrebbe essere scaricata sui poveracci mediante innalzamento dei prezzi, dei contratti, ecc…. Tutto a scapito delle classi sociali povere che hanno per prime supportato l´idea forcaiola. Quindi sí, direi che spennare la gallina dalle uova d´oro é idiota, oltre che immorale.

Contro Keynes

Pubblicato: dicembre 1, 2010 in Oggettivismo

Vassalli, Valvassori e Valvassini

Pubblicato: novembre 24, 2010 in Liberalismo Fasullo

Per fortuna che c´é Futuro e Libertá a tenere alta la bandiera del liberalismo italiano, indicando al PdL la retta via. Dopo i voti in Parlamento a favore dell´innalzamento della spesa pubblica, del salvataggio dell´editoria e dei ggggiovani universitari, qualche giorno fa gli alfieri dell´antistatalismo hanno votato, da bravi corporativisti, una fantastica controriforma che limita la professione forense con una serie di regolamentazioni, lacci e lacciuoli, allo scopo di favorire la casta degli avvocati facendo sparire le figure parallele che ad oggi esercitano specifici mestieri senza alcuna laurea o investitura cavalleresca. Alle reazioni indignate di questi ultimi professionisti sono seguite quelle degli avvocati: “Potevate Studiá!”. Ora la massa di avvocati senza lavoro che é presente in Italia sará sistemata a scapito di molte altre persone e finalmente, invece che essere principi del foro, potranno vantarsi di fare gli amministratori di condominio. La faccenda é riportata qui: 1, 2, 3.

Il solito circo

Pubblicato: novembre 22, 2010 in Liberalismo Fasullo

Ogni volta che Pannella inventa e motiva un salto della quaglia si scatena una sorta di piccolo circo tra la base radicale, l´unica in Italia che riesce a raccogliere elettori vicini a Sinistra e Libertá e ultraliberisti che strizzano l´occhio a Bruno Leoni. Ed eccoci nuovamente al teatrino in cui tutti accusano tutti e c´é gente che dice “finalmente”, gente che invece li invita vergognarsi e gente che dice “ve lo avevo detto che erano ipocriti di destra”. La cosa bella é che i dirigenti radicali continuano a mantenere questa impostazione caotica, per cui tutto ed il suo contrario puó sopravvivere all´interno dello stesso calderone e di conseguenza permettere di raggiungere il 2% dei delusi di destra e di sinistra, in cerca di una lista per eleggere la loro protesta. Eppure basterebbe semplicemente semplicemente ammettere con chiarezza da che parte si sta, il che non significa fare il solito giochino “destra-sinistra”, ma il piú elevato “statalisti” vs “liberali”. E invece nulla di questo, continuano con il minestrone e pretendono di definirsi liberisti per poi appoggiare Obama invece che Ron Paul, a dirsi antiproibizionisti per poi proibire la ricerca su animali, a dirsi anti-statalisti per poi volere il monopolio pubblico dell´acqua, a dirsi pro-choice per poi volere la scuola pubblica al cubo, a dirsi….